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Parodontologia

Le malattie parodontali sono infiammazioni che possono riguardare tanto la parte superficiale quanto quella profonda del parodonto. Quando si ha a che fare con un'infiammazione superficiale si parla di gengivite; nel caso di infiammazioni più profonde del tessuto, si parla di parodontite.

Gengivite e Parodontite:

La gengivite è la forma più lieve di malattia parodontale in quanto va a colpire solo il tessuto gengivale, la parte più esterna del parodonto. Spesso può essere il primo campanello di allarme prodromo della parodontite, ben più grave. La gengivite se curata in tempo e non trascurata è del tutto reversibile: i sintomi sono infiammazioni delle gengive accompagnati da sanguinamento e gonfiore delle stesse. Una fase infiammatoria assolutamente reversibile, come detto, ma che se non curata per tempo e con strumenti adeguati rischia di evolversi e peggiorare diventando parodontite: nota anche come piorrea, termine non più troppo in auge, la parodontite è un'infiammazione del parodonto più seria rispetto alla gengivite, che porta ad una progressiva perdita dei tessuti di sostegno del dente.

La Parodontite: cause e sintomi

La parodontite è una patologia progressiva che va ad attaccare ossa, legamenti intorno al dente e gengive. Con la perdita progressiva dei tessuti del parodonto che si trovano intorno a dente si arriva ad una conseguenza irreversibile: una mobilità del dente e una successiva caduta qualora la patologia non venga trattata in tempo. Si calcola che, ad oggi, circa il 70% delle cause di perdita di denti negli adulti sia dovuta proprio alla parodontite: che è più frequente sopra i 35 anni. I sintomi del sopraggiungere della parodontite sono molteplici. Perlopiù sono i seguenti:

  • Sanguinamento delle gengive quando si spazzolano i denti;
  • Gonfiore gengivale e comparsa di ascessi;
  • Recessione gengivale e scopertura dei colletti dentali: la gengiva tende a ritirarsi rendendo più lungo il dente;
  • Maggiore sensibilità dei denti al caldo e al freddo;
  • Mobilità di alcuni denti;
  • Presenza di tasche parodontali: si tratta di uno spazio che si va creare tra il dente e la gengiva e nel quale va ad accumularsi la placca generando fenomeni infiammatori.

Nessuno di questi sintomi deve essere sottovalutato. Ricordiamo che la piorrea o parodontite, se non curata correttamente e tempestivamente, può rivelarsi una malattia degenerativa e causare addirittura la caduta dei denti stessi.

Se soffrite di uno o più sintomi tra quelli elencati, è bene rivolgersi ad uno specialista parodontologo, in grado, attraverso particolari metodi diagnostici, di formulare la terapia più idonea per la risoluzione del problema.

Le cause della parodontite

Le cause principali dell’insorgere della parodontite devono essere ricercate nella presenza nel cavo orale dei batteri Gram negativi.

Non dimentichiamo che anche una scarsa o scorretta igiene orale, comporta un inevitabile accumulo di placca che mineralizzandosi in tartaro, comporta un peggioramento della patologia. In effetti, la piorrea è una infezione di duplice natura: virale e batterica.

La conseguenza della parodontite è un’infiammazione cronica dei tessuti di sostegno del dente, ed è innescata da una serie di fattori interconnessi.

Quando il processo infiammatorio raggiunge i tessuti più profondi del parodonto può distruggere anche il tessuto connettivale che collega la gengiva al dente, provocando il riassorbimento osseo e la successiva perdita degli elementi dentali.

Ovviamente, ci sono anche altri fattori che determinano l’insorgere della parodontite, come ad esempio la presenza di otturazioni o protesi non realizzate correttamente, eventuali malocclusioni, l’accumulo della placca in zone difficilmente raggiungibili dallo spazzolino, il tabagismo, patologie come il diabete. Tutti questi fattori possono essere possibili concause che favoriscono la proliferazione di batteri Gram Negativi.

La piorrea è ereditaria?

Secondo alcune ricerche sembra che la piorrea, o parodontite, possa avere delle caratteristiche ereditarie, questo vuol dire che potrebbe esserci una predisposizione di tipo familiare nello sviluppo di tale patologia.

Logicamente la possibilità di una predisposizione ereditaria non implica necessariamente lo sviluppo effettivo dell’infiammazione. Essa è infatti dovuta a diverse cause, in primis, alla presenza eccessiva di placca sui denti.

Il cibo che introduciamo nella nostra bocca, può rimanere negli interstizi dentali, che sono molto difficili da pulire in modo corretto, utilizzando semplicemente lo spazzolino. Questo non fa altro che facilitare e velocizzare la proliferazione dei batteri cariogeni. A tal proposito, è doveroso sottoporsi a delle regolari visite di controllo, almeno ogni 6 mesi.

Altre cause dell’origine della piorrea possono essere:

  • l’eccessivo consumo di pane bianco;
  • gli zuccheri;
  • le carni rosse;
  • piccoli traumi causati da stuzzicadenti, forchette, ecc.

Un corretto stile di vita può aiutare ad evitare il manifestarsi della piorrea.

Inoltre, è molto importante fare attenzione ai primi campanelli d’allarme, in modo da  intervenire tempestivamente e risolvere definitivamente il problema.  A volte basta veramente poco per evitare il peggio!

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